mercoledì 20 novembre 2013

I miei arti pensano

Io adesso sono seduto alla mia scrivania a fare i compiti.
Le mie braccia, le mie gambe e i miei piedi stanno pensando di andare a giocare a basket.
A pallacanestro le mie braccia afferrano la palla e la fanno palleggiare;  le gambe pensano di correre avanti e indietro, destra e sinistra e di andare in obliquo. Infine, i miei piedi pensano di piegarsi per aiutare la gamba a muoversi di più, a darsi lo slancio per saltare in alto per prendere la palla o per tirare a canestro.
Quando sono a scuola le mie gambe, braccia e piedi hanno voglia di fare ricreazione o fare educazione fisica. Quando eseguo ginnastica, dicono: ”Che bello muoversi!”.
 Quando sono nel banco, le mie braccia non ce la fanno più a scrivere, le mie gambe si rilassano così come i miei piedi.
Jeky (2^F)

Il 'mio' Montalbano





Salvo è un Commissario di Polizia che ha risolto molti casi.
 
E’ simpatico a volte, ma, quando si sveglia con il piede sbagliato è sempre meglio non parlargli perché può essere molto scorbutico.
 
E’ fidanzato con una bella donna di nome Livia che vive a Genova. Lei è alta, con gli occhi azzurri cristallini, i capelli che arrivano alle spalle, biondi strati; è magra, ha la bocca a cuore e le labbra carnose di color rosso sbiadito.
 
  Livia e Salvo hanno adottato un bambino di nome Dennis, proveniente dalle coste africane. I suoi genitori lo avevano abbandonato perché non avevano i soldi per poterlo mantenere. Salvo non ha mai tempo per lui e Dennis soffre molto per questo, soprattutto ora che sta per compiere dieci anni e si rende conto di come funzionano le cose. Quando Salvo torna a casa e non trova Dennis, sa che è nel posto segreto che conoscono solo loro e ci vanno quando si sentono tristi. Quando il commissario ha tempo, guardano le partite di calcio, soprattutto la loro squadra del cuore.
 
Il piatto preferito da Salvo sono gli spaghetti allo scoglio con cozze, vongole ed altri molluschi, che accompagna sempre con un buon bicchiere di vino bianco. Il suo dolce preferito sono i cannoli siciliani, li ama in tutti i modi. Livia viaggia molto e quindi Salvo si deve fare da mangiare da solo. Spesso va a cenare nel suo ristorante preferito: a casa di zia Rosa.
 
Salvo non è molto alto, ha pochi capelli di color nero cenere e la barba ha qualche peletto bianco latte, gli occhi marroni terriccio. E’ cicciotto, ha una voce forte e rauca,  le orecchie a sventola e le labbra sottili e poco scure.
 
Ama il calcio e il tennis. Infine, adora andare in barca in mezzo al mare a guardare il sole che tramonta, congedare il giorno vecchio e salutare quello nuovo.

Titta (2^F)

lunedì 18 novembre 2013

Nostalgia dell'estate

Genova, 23/10/2013

 

Caro Severy,

 

mi sono divertito molto insieme a te questa estate.

 

Dato che sei svizzero, abbiamo avuto qualche problema a capirci, comunque ho trascorso una bella vacanza insieme a te, ad Ema e alla tua famiglia.

 

Dato che siamo stati solo una settimana insieme, ora ti dico quale è il mio carattere:

 

io mi definisco abbastanza simpatico e un po’ ironico.

 

Stando insieme, ho capito che il tuo carattere era un po’ diverso dal mio, ma alla fine ognuno ha saputo accettare l' altro.

 

Mi ricordo quanto ci divertivamo (anche con Ema) a spingerci a vicenda sul gommone. Era incredibile, in quel gommone eravamo in otto e non è crollato!

 

Abbiamo avuto qualche problema a dialogare, ma siamo riusciti ad organizzarci per fare una battaglia d' acqua verso le tre del pomeriggio in piscina.

 

Severy , questa esperienza è stata un’occasione per nuotare.  Lo sport del nuoto é il mio preferito, lì io mi diverto un mondo , anche se a volte ci fanno nuotare un po' troppo.

 

Ritornando alla nostra vacanza...

 

Ah sì, ora ricordo , eravamo rimasti alla battaglia d' acqua!!!

 

Ovviamente sono riuscito a dimenticarmi le pistole d' acqua nel bungalow , ma ( e con il mio inglese... ) sono riuscito a spiegare loro che andavo a prendere le pistole e poi sarei subito tornato.

 

Tornato in piscina con le pistole d' acqua, abbiamo iniziato a fare la guerra , me lo ricordo come se fosse ieri.

 

Usavamo i cavallucci di gomma piuma come cavalli , le pistole come spade e le tavolette come scudo.

 

 

Abbiamo continuato così per un' ora e mezza.

 

Poi ci siamo presi un gelato , ce lo siamo gustato e, successivamente , abbiamo giocato in piscina.

 

Dopodiché... tutti nel bungalow!!!

 

Dopo aver cenato , io ed Ema siamo subito corsi dai giochi e, come ogni sera, c'erano i nostri amici. Come al solito, ci siamo spinti con il gommone , ma io ed Ema abbiamo provato un gioco che insieme non avevamo mai fatto: la doppia altalena.

 

Era un palo con una corda; si metteva sulla cima del palo la metà della corda,  così c'erano due corde con sistema di leva in centro e alle estremità un sedile. Dato che era un sistema a leva , le due persone dovevano avere lo stesso peso , ma io ed Ema avevamo undici chili di differenza , allora io e mia sorella ci siamo messi nello stesso sedile, ma Ema era ancora più pesante di me e mia sorella messi insieme.

 

Spero che questa lettera ti faccia un po’ ridere .

 

Aspetto una risposta e tanti salutoni.

 

(Spero che gli impiegati che spediscono la posta in Svizzera possano tradurre la lettera in tedesco).

 

 

 

PATTO   (2^F)

sabato 16 novembre 2013

Il 'mio' Caronte


 
Io mi  immagino Caronte come un diavolo di colore rosso a causa  del sangue di cui si è nutrito.
Gli occhi sono egualmente di color rosso fuoco, la faccia terrificante attraversata da ferite enormi.
E’ inguardabile!
La bocca gigante con i denti aguzzi e ancora sporchi di sangue del suo precedente spuntino...
Ha i capelli rossi come quelli dei punk, spessi e dritti.
Ha un fisico possente e muscoloso,  i suoi pugni hanno una potenza tale da far crollare anche un grattacielo.  E’ altissimo, circa 20 m, e col passare del tempo cresce sempre di più. In testa ha un paio di corna enormi capaci di perforare una montagna. I suoi passi sono cosi pesanti da far tremare la terra quando cammina, le sue mani sono giganti e muscolose con le nocche grosse e le unghie lunghe ed incrostate, in mano tiene una forca appuntita che gli serve a torturare i dannati.
 Incute un grande timore e non ci si abitua mai a guardarlo...
 Ha un tono di voce grottesco che rimbomba in tutti i gironi dell’Inferno.
Porta vestiti stracciati, grigi, che non cambia quasi mai e non si lava.
Spero tanto di non avere mai a che fare con lui perché solo al pensiero mi vengono i brividi.
 
Roland (2^F)

Il derby

Da prof. sampdoriano quale sono mi tocca pubblicare la lettera di un'alunna avversaria.


Genova, 16 settembre 2013         

Caro Alessandro,

 ieri è successa una cosa veramente strepitosa che devo assolutamente raccontarti, anche se tu sei tifoso di un’altra squadra ( mi spiace per te che sei nato in Piemonte): umiliata la Sampdoria!
Vittoria nettissima di un Genoa attento, compatto e autore di tre splendide reti. Antonini nel primo tempo, nella ripresa Calaiò e infine Lodi su punizione. Partita senza storia.

Uno 0 a 3 frutto di una partita interpretata con grande concentrazione e intelligenza dai rossoblù scesi in campo finalmente senza paura di giocare il pallone, senza fretta di allontanare un qualcosa che scotta, ma prendendosi la responsabilità di volere il pallone per farne trame di gioco. E con le geometrie sono arrivati tre gol splendidi. Tre gol indimenticabili che hanno scatenato la gioia nella Nord.

E tanto merito a mister Liverani, che abbiamo criticato severamente nelle altre partite, perchè oggi ha avuto il coraggio di cambiare un  gioco troppo spregiudicato per passare ad un solido 3-5-2, che ha portato compattezza. Con Gamberini Portanova, il capitano, e Manfredini dietro, i laterali che sono stati preziosi in difesa e in attacco: Antonini, autore del gol del vantaggio, e Vrsaljko,  padrone della fascia destra e autore del cross del raddoppio. Un centrocampo attento, che ha intercettato decine di palloni ed ha difeso e costruito, con Biondini strepitoso a tal punto che ad un certo punto giocava di tacco, Lodi che ha dominato e basta dire questo, Matuzalem che è... Matuzalem, con tutti i suoi tatuaggi. Davanti il fantastico bomber Gilardino che ha corso novanta minuti, ha creato l'azione del raddoppio con un assist al volo  per Vrsaljko, che forse è stata la cosa più bella della partita, ha ottenuto la punizione del terzo gol, segnato sotto la Nord da Lodi.
Ti lascio immaginare le scene di felicità in gradinata, tutti abbracciati a saltare di gioia. Calaiò, che ha fatto un grandissimo lavoro, ha segnato al suo debutto confermandosi attaccante di quantità e qualità.
Il nostro portiere Perin? Credo si sia annoiato fino al tiro parato a Sansone nel finale. Mitico il suo 3 con le dita sotto la Sud.
Quanto alla "povera Samp" e ai suoi degni tifosi? Non pervenuti, azzerati, ridicolizzati. Sia in campo che fuori. Tutti a casa e muti.
Ale, meglio di così nemmeno nei sogni, anzi a pensarci bene se ripenso a Boselli questa è una giornata noiosa. J

 

                                                                                                            
Baci,

Auro
[N.d.R.: E fu così che anche l'alunna si beccò un bel 3]
 

sabato 19 ottobre 2013

La valigia dei sogni


Dipinto di Enza Zizzi "La valigia dei sogni"

“No ,ho detto no, sono le mie ultime parole al riguardo.”

“Mamma! Tu non capisci!”

“Oh, ti sbagli, capisco eccome! Figlio mio non hai l’età per scoprire cosa ti attende là fuori: è pieno di gente falsa e di truffatori!”

“Questo è quello che pensi tu. Non sono più un bambino,ormai.”


Queste furono le ultime parole che Gilbert rivolse alla madre un po’ di anni fa.

Bambini, mi rivolgo a voi, la storia che vi sto per raccontare ha qualcosa di speciale perché oggi vi svelerò chi è quell’omino tutto strambo che viaggia per il mondo insieme ad una piccola valigia marrone.
Vi svelerò chi è il donatore dei sogni!

Adesso riprendiamo la nostra storia. Dunque dove ero rimasta? Ah, già…

Il povero Gil corse a chiudersi in camera sua. Si mise a piangere e ogni sua lacrima faceva crescere in lui odio e dolore.

“Non è giusto, non è giusto!” Tirò su col naso e accecato dalla rabbia prese a pugni il cuscino sfasciandolo completamente.

“Nella mia vita non ho mai vissuto un momento felice…” pensava triste” Non ho nonni, non ho padre, non so quale sia il valore di avere degli amici, delle persone che ti vogliono bene; inoltre vivo in una stupida casa sperduta in Texas…” cadde a terra sfinito. Piangeva ancora. Le piume del cuscino volteggiavano in aria fino a posarsi dolcemente sul suo corpo ”…come se non bastasse non ho la minima idea di cosa sia la vita fuori da qui.”

Al piano di sotto di quella dimora la signora Irotangos, intenta a pelare patate, ragionava su che futuro potesse avere un giorno suo figlio. Ci pensò e prese una decisione; salì le scricchiolanti scale in legno. Gilbert aveva chiuso a chiave la porta della sua stanza.

“Tesoro? Vestiti, usciamo!”

Quella frase rimbombò nella testa di Gil. Si infilò gli scarponcini, incredulo. Prese dalla tasca dei jeans la chiave in ottone e aprì. A momenti credeva si trattasse di un sogno divenuto realtà! Con gli occhi colmi di speranza e gioia fissò intensamente la madre.

“Figliolo, è tempo che tu sia libero di andare dove desideri in questo vasto mondo. Potrai farti degli amici e scoprire cose che non sai. Finalmente potrai pensare al tuo futuro. Forza! Scendiamo e andiamo via” affermò sorridendo al nostro protagonista.

Lui non rispose, era immerso nei suoi pensieri ed era troppo estasiato per riuscire a parlare.

Il portone si spalancò. Una luce immensa accecò gli occhi del bimbo che non seppe trattenere un “Wooow!” di stupore. “Sì, wow. Ecco da cosa ti ho tenuto protetto per tutti questi anni. Sai è stato magnifico averti visto crescere.” Si abbracciarono appassionatamente e Gilbert sentì l’amore della famiglia dentro di sé. In quell’istante gli sembrò che tutto fosse possibile e fu proprio in quel momento che una piccola valigia marrone apparve davanti a loro.

“Gil…penso che tu abbia già un lavoro ed è proprio adatto a te!” L’abbraccio si sciolse con dolcezza.

Gilbert, spiazzato, prese la valigia e l’apri con ansia. Ma, che succede?!

 Era vuota! Nell’istante in cui fece l’atto di richiuderla accuratamente la signora Irotangos gli porse dei vestiti molto strani e fantasiosi: una lunga giacca, una camicia a quadri colorati, un papillon e un cilindro avvolto da un nastro blu.

“Li tramandiamo di generazione in generazione. Tu,piccolo mio, li indosserai per svolgere il tuo compito. Il lavoro che hai è importante per il pianeta, è importante per l’umanità.”

Ci fu una pausa nel discorso emozionante tenuto dalla mamma.

“Non hai ancora capito Gil?”

Gilbert ascoltava con gli occhi che gli brillavano come diamanti ma l’espressione del suo visetto tondo era perplessa…

 

”Tu sei il donatore dei sogni!”

 


E da lì iniziò una straordinaria carriera che rese ogni giorno più felice ad ogni bambino del mondo.

Vi chiedete come fa a farvi sognare? Come fabbrica i sogni? Come li distribuisce e a cosa gli serve quella valigia? Beh…questa è un’altra storia!

Ely (II^D)

lunedì 8 aprile 2013

Filastrocca: Le città






Berlino,
dove tutti bevono un liquorino.

Londra,
dove tutti fanno baraonda.

Parigi,
città non toccata dal Tamigi

Milano,
dove comprare é umano.

Viareggio,
dove tutti vanno a passeggio.

Bruxelles,
lontana dalla Torre Eiffel.


Le città sono tutte belle
che potrebber sfilar come modelle.
Rora (1^F)
 
 



domenica 24 marzo 2013

Filastrocca. La penna


Non dovrei mai mancare nel tuo astuccio,
ma di solito perdo il cappuccio.

Di tanti colori posso essere
e tutti ti daran benessere.

Il bianchetto proprio non mi piace
perchè egli è troppo vorace.

Di plastica son fatta
e mi definisco compatta.

Quando mi fai cadere,
il male mi fai vedere.

Non possiedo più inchiostro,
ma per questo non sono un mostro!
ChiccaB1 (1^F)

Filastrocca: La nuvola


Ti conosco nuvoletta
che cammina sola sola
non armata di saetta
sembri un angelo che vola.

Or somigli ad un leone dalla rossa criniera
che lotta tutta la sera.

Sei bella e morbida,
con te andrei fino in orbita.

Vorrei toccarti con un dito
per prendere un frutto dal tuo albero fiorito.
MntConto (1^F)

Filastrocca: Il mio diario


Il mio diario è rosso e bello
in copertina un grande ombrello.

Degli avvisi su e giù
e ogni giorno uno in più.

Tanti paciughi ci sono dentro,
ma molte firme ci sono in centro.

Molte barzellette ci sono in basso,
una bella ha protagonista un tasso.

Ogni tanto una nota,
alcuni giorni una pagina vuota.

Quando la scuola finisce,
sul mio diario disegno delle strisce.
Ale (1^F)